Frattura Polso
Con il termine frattura del polso si fa riferimento ad una condizione nella quale il paziente può trovarsi qualora dovesse esservi la soluzione di continuità di una o più delle ossa che vanno a comporre il complesso del polso, quindi: radio, ulna e le 8 piccole ossa del carpo.
La frattura del polso nella maggior parte dei casi avviene per cause traumatiche, verificatesi spesso in contesti sportivi o a causa di cadute in ambiente domestico.
La caduta accidentale e il conseguente tentativo di mettere le mani a terra per ammortizzare l’impatto con il suolo provocano un forte stress a livello delle ossa dell’avambraccio (radio soprattutto e ulna) e del polso le quali spesso “cedono” sotto la forza di questo impatto.
Le fratture del polso più diffuse sono:
- Frattura di Colle’s.
- Frattura di Smith.
- Frattura del Semilunato.
- Frattura dello Scafoide.
- Fratture di radio e ulna a legno verde nel bambino.
La diagnosi della frattura è di competenza medica, supportata dall’indagine radiografica. Solitamente dopo questo trauma il dolore è talmente importante da spingere il paziente a recarsi spontaneamente al pronto soccorso.
Il trattamento in tutti casi è volto ad immobilizzare la sede della frattura, promuovendo la guarigione attraverso la stabilizzazione delle ossa interessate. Tale risultato lo si può ottenere con l’apposizione di un gesso, di un tutore o di alcuni mezzi di sintesi (placche o viti inserite sull’osso in sede di intervento chirurgico), tutto ciò in base alle caratteristiche della frattura e dall’età del paziente.
Importante è rivolgersi al fisioterapista alla rimozione del gesso o subito dopo l’intervento per evitare le complicanze da immobilizzazione, quali:
- Rigidità articolari.
- Limitazione del movimento.
- Debolezza muscolare.
- Aderenze della cicatrice.
E riprendere al più presto la completa funzionalità di avambraccio polso e mano.
