Tendinopatia achillea

Per tendinopatia Achillea si fa riferimento ad una vera e propria malattia che colpisce il tendine d’Achille. Il tendine collega i muscoli del polpaccio al calcagno, è il tendine più robusto di tutto il corpo, capace di sopportare carichi ben al di sopra del peso corporeo.

Ha la funzione di trasferire la forza dalla gamba al piede durante tutte le fasi del cammino, della corsa e del salto. Nonostante questa sua robustezza costituzionale il tendine però può ammalarsi, generalmente si parla di tendinite dell’achilleo, facendo riferimento ad uno stato infiammatorio che coinvolge il tendine. Ciò che si vede dalle indagini strumentali però è che la tendinite non è altro che una delle fasi della malattia vera e propria, la quale con il tempo porta ad una degenerazione del tessuto tendineo.

Questo aspetto risulta molto pericoloso da un punto di vista clinico perché se la tendinite iniziale è caratterizzata da forte dolore localizzato al corpo del tendine o in sede inserzionale sul calcagno (spesso confusa per tallonite) e limitazione all’attività sportiva, la seconda fase, che si instaura se non trattata adeguatamente la prima, può portare alla degenerazione del tendine, la quale non necessariamente è contraddistinta dalla presenza di dolore. Vi è dunque un passaggio da tendinite a tendinopatia, dove il tendine si gonfia (in alcuni casi visibilmente), si degenera, calcifica e più facilmente può rompersi.

Sintomi e segni più comuni della tendinite dell’Achilleo:

  • Dolore e rigidità lungo il tendine d’Achille (prevalente al mattino).
  • Dolore lungo il tendine o posteriormente al tallone che peggiora con l’attività.
  • Dolore intenso il giorno dopo l’esercizio.
  • Ispessimento del tendine.
  • Speroni ossei (si osservano solo nella tendinite inserzionale).
  • Gonfiore che è sempre presente e peggiora durante il giorno con l’attività.

In genere l’infiammazione iniziale non è causata da un trauma specifico, ma più probabilmente da microtraumatismi o carichi eccessivi ripetuti a carico del tendine durante l’attività sportiva. Vi sono altri fattori che concorrono quali:

  • Improvvisi cambi di allenamento.
  • Contratture della muscolatura del polpaccio.
  • Calzature non adeguate (tendinite inserzionale).
  • Esiti di altri disturbi al piede.

Risulta quindi fondamentale non trascurare il dolore a carico del tendine d’Achille fin dalle prime fasi. Il riposo è sconsigliato in quanto produrrà sì una diminuzione temporanea del dolore, ma produrrà anche ad una diminuzione della capacità di carico del tendine. Risulta dunque utile affidarsi ad un fisioterapista per elaborare un programma misto di:

  • Terapie fisiche per ridurre il dolore nell’immediato.
  • Terapia manuale per sciogliere contratture del polpaccio e per ridurre il gonfiore.
  • Esercizio terapeutico per caricare adeguatamente il tendine riducendo l’infiammazione e portarlo gradualmente alla capacità di sostenere nuovamente carichi e stress sport specifici.
  • Adattamenti posturali o scelta dei corretti ausili quali plantari, bendaggi e calzature.
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